Sono andato al negozio e ho comprato del bacon, l’ho portato a casa per mangiarlo

Il cliente si sentì profondamente a disagio e drasticamente turbato dalla scoperta, sebbene la soluzione finale si rivelò considerevolmente più comune, innocua e insignificante rispetto alle terribili false minacce create dalle ansie iniziali. Il profondo senso di repulsione che si era radicato nel suo petto non svanì quando scoprì che l’oggetto era completamente naturale. Anzi, la scoperta servì da sorprendente e inquietante campanello d’allarme sul divario significativo che esiste tra il consumatore contemporaneo e le fonti autentiche del cibo che consuma quotidianamente. Fu un vivido promemoria visivo di quanto raramente la persona comune veda il cibo nel suo stato non trasformato, crudo e anatomicamente corretto.

I consumatori sono ormai completamente abituati ad acquistare prodotti di origine animale trattati chimicamente, alterati chimicamente, tinti e accuratamente modellati in strisce perfettamente uniformi ed esteticamente gradevoli, che assomigliano più a prodotti industriali che a frammenti di creature un tempo viventi, nella società odierna, fortemente improntata alla sterilità. Siamo completamente distaccati dalla realtà biologica degli animali, accuratamente celata dietro un’imponente parete di cartone per il marketing e macchinari industriali. La confortevole illusione del reparto alimentari si infrange quando un frammento di anatomia, come un grosso pezzo di cartilagine articolare, riesce a sfuggire attraverso le giunture di un’enorme fabbrica di trasformazione industriale, rendendoci consapevoli di ciò che stiamo effettivamente introducendo nel nostro corpo.

Nel complesso, non c’era nulla di chimicamente o medicalmente sbagliato nella pancetta in sé, e non c’era alcun rischio per la salute di nessuno. Tuttavia, la percezione del consumatore sull’intero settore degli alimenti trasformati è stata irrimediabilmente cambiata da quel piccolo episodio sul bancone della cucina. Ha causato un cambiamento duraturo e una maggiore consapevolezza nel loro modo di pensare, portandoli a chiedersi quanto cibo prodotto in serie la società consumi inconsapevolmente ogni giorno senza mai realmente comprendere o fermarsi a considerare le complesse componenti biologiche che lo costituiscono. Una rapida ricerca su internet ha smascherato il mitico mostro nella confezione della colazione, ma l’importante lezione sull’ignoranza del consumatore è rimasta intatta, garantendo che la successiva visita al reparto macelleria del supermercato non sarebbe mai più sembrata così semplice o normale.

Salute

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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