Per sette anni, è rimasto incatenato a un vecchio termosifone di ghisa in uno scantinato buio. Non ha mai visto il sole. Non ha mai sentito il vento. Non ha mai saputo che aspetto avesse il cielo. E quando finalmente lo hanno portato fuori… è rimasto immobile davanti alla finestra per ore. Come se temesse che, se avesse battuto le palpebre, il mondo sarebbe scomparso di nuovo.

Alcuni gli si conficcavano già nei cuscinetti delle zampe.

Ogni istante in cui rimaneva in piedi era una nuova sofferenza.

Eppure…

non si arrese mai.

Poi arrivò il momento che nessuno avrebbe mai dimenticato.

Per la prima volta in sette anni, fu portato fuori dal seminterrato.

Una debole luce del giorno gli illuminò il muso.

Il cane iniziò a tremare.

Chiuse gli occhi.

Cercò di tornare al buio.

Per lui, la luce era qualcosa di sconosciuto.

Qualcosa di terrificante.

I veterinari si resero conto che i suoi occhi non avevano mai visto la vera luce del giorno.

Dovettero lentamente, giorno dopo giorno, insegnargli a conoscere il mondo.

Un occhio iniziò gradualmente ad adattarsi.

L’altro rimase quasi cieco per sempre.

Ma la ferita peggiore non era sul suo corpo.

Era nella sua anima.

Perché quel cane non aveva mai conosciuto la tenerezza.

E nessuno sapeva ancora se sarebbe mai stato in grado di fidarsi di nuovo di un essere umano…

PARTE 2

Il primo tentativo di accarezzarlo si concluse con tutti i presenti immobilizzati.

La volontaria allungò la mano molto lentamente.

Nessun movimento brusco.

 

continua nella pagina successiva

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