Torta giapponese allo yogurt

 Torta giapponese allo yogurt: soffice come una nuvola

La faccio ogni volta che voglio un dolce ma senza sgarrare: è l’unica torta che non mi fa prendere nemmeno un etto (con solo 150 kcal)

La prima volta che ho provato questa torta non ci credevo: sembrava un incrocio tra un cheesecake e una nuvola. Ha quella consistenza leggera, quasi tremolante, che si scioglie in bocca e lascia solo il profumo delicato dello yogurt e della vaniglia.

È il dolce perfetto per chi ama la semplicità ma non vuole rinunciare alla magia. Si prepara con pochi ingredienti — tutti di quelli che abbiamo in frigo — e in poco più di un’ora si ottiene una torta soffice, fresca e leggera come l’aria.

La faccio spesso nei pomeriggi tranquilli, quando mi serve un piccolo conforto e non ho voglia di impastare troppo. Accompagnata da una tazza di tè caldo è davvero irresistibile.

Tempi

  • Preparazione: 20 minuti
  • Cottura: 45 minuti
  • Raffreddamento: 30 minuti
  • Totale: circa 1 ora e mezza

Calorie

Circa 150 kcal a fetta (per 8 porzioni).

Ingredienti

  • 4 uova medie, separate
  • 3 cucchiai (38 g) di eritritolo o zucchero
  • 3 cucchiai (24 g) di amido di mais
  • 1 cucchiaino (4 g) di lievito in polvere
  • 400 g di yogurt greco naturale
  • 1 cucchiaino (5 ml) di estratto di vaniglia
  • ½ cucchiaino (3 g) di sale

Consiglio: se vuoi un aroma più intenso, puoi aggiungere un po’ di scorza di limone grattugiata o qualche goccia di aroma di mandorla.

Preparazione

1. Dividere e montare

Separa i tuorli dagli albumi. In una ciotola, monta i tuorli con l’eritritolo (o zucchero) per 1-2 minuti, finché diventano chiari e spumosi — devono quasi “scrivere” quando sollevi le fruste.

2. Aggiungere la parte secca e lo yogurt

Mescola insieme amido di mais e lievito, poi aggiungili ai tuorli montati. Unisci lo yogurt greco e la vaniglia, e lavora con una spatola o una frusta finché ottieni un composto cremoso e uniforme.

3. Montare gli albumi

In un’altra ciotola, monta gli albumi con il sale fino a ottenere dei picchi fermi ma lucidi — come per una meringa morbida.

4. Incorporare con delicatezza

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