Il mistero dell’anziana donna che comprava 60 chili di carne ogni giorno e mobilitava un’intera città.

Ovidiu decise di scoprire cosa stesse succedendo. Una mattina, la seguì a distanza. Lidia caricò i pacchi su un vecchio carretto e si diresse verso alcuni capannoni industriali abbandonati alla periferia della città. Attraversò dei cancelli arrugginiti e sparì all’interno. Quasi un’ora dopo, ne uscì con il carretto completamente vuoto.

Quella stessa notte, il macellaio la vide di nuovo, questa volta vicino ai cassonetti della raccolta differenziata. L’anziana donna stava raccogliendo cartone, bottiglie e rottami metallici, mettendo da parte con cura le poche monete che riusciva a racimolare. Eppure, la mattina seguente, tornò in macelleria con la stessa enorme ordinazione.

Voci e segnalazioni
I vicini iniziarono a parlare dei suoi strani spostamenti. Le voci si diffusero e diverse persone chiamarono la polizia, allarmate da ciò che poteva accadere all’interno del capannone abbandonato. Quando gli agenti arrivarono per ispezionare il luogo, Lidia si piazzò davanti al cancello e si rifiutò categoricamente di lasciarli entrare.

Dall’interno si udì un tonfo sordo, seguito da un rumore rapido, come di un movimento. La donna impallidì e strinse più forte la chiusura. Uno degli agenti le spostò delicatamente la mano, mentre un altro puntò la torcia verso l’apertura. Quando la chiusura cedette e i cancelli arrugginiti si aprirono cigolando, gli agenti entrarono nell’oscurità… e rimasero senza parole.

Cosa c’era dentro il capannone

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